Bambino nel bosco delle fiabe

Educare con le fiabe

“Più in profondità di quanto si possa immaginare, giacciono le fonti da cui sgorgano le genuine e vere fiabe che trasmettono la loro magia durante i secoli dell’evoluzione umana.” 
– Rudolf Steiner

Chi è una fiaba?
Nelle fiabe l’uomo è rappresentato in tutte le sue parti. Il re rappresenta l’immagine di un Io maturo e regale; il principe un Io non ancora così elevato, ma pur sempre di sangue reale, che sopporta con coraggio tante prove per poter poi prendere il posto del padre; le principesse sembrano quasi le anime umane, sensibili e pure, che si trovano spesso in pericolo e in attesa di essere salvate; la strega, il drago, il lupo ci ricordano la parte più oscura di noi, con la quale a volte dobbiamo combattere per non caderne prigionieri, per liberarci dalle fiamme, per liberare il nostro cuore trasformato in pietra; e quelle fate e vecchiette che dispensano buoni consigli e regalano soluzioni inattese, assomigliano proprio alla nostra coscienza, al nostro intuito…e alla nostra buona sorte.

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Le fiabe stimolano il coraggio

Le fiabe ci insegnano ad affrontare la vita con coraggio. Cappuccetto Rosso entra dentro il lupo, ovvero il Male, per farne esperienza e poi risorgere sana e salva. Certo, non sempre se ne esce illesi: la vecchia nonnina, appena uscita dalla pancia del lupo, riesce a respirare a stento.
Ma questa è la vita!

A volte ci si domanda se il contenuto delle fiabe non sia troppo crudele, ma non dobbiamo preoccuparci. In un certo senso il bambino è più ricettivo di noi poiché riesce a cogliere il pensiero che fa da sfondo alle immagini della fiaba. Egli ha ancora la fortuna di vivere in due mondi, fantasia e realtà, e questa possibilità durerà più o meno fino ai nove anni, quando il processo di autocoscienza lo porterà ad avere un rapporto diverso con la realtà. Così la lotta contro il drago apparirà come una semplice prova da superare sulla strada per il bene. 

La paura può nascere solo quando la narrazione avviene in maniera teatrale, e con la voce rendiamo effettivamente crudeli certe immagini. Ma se le fiabe sono narrate con animo tranquillo, il bambino si sentirà a proprio agio in tutti gli eventi descritti.

A che età leggere le fiabe

A partire dai 3/4 anni, oltre al gioco, diventa sempre più importante il racconto delle fiabe, anche se questa modalità educativa diventa pienamente efficace solo nel secondo settennio. Infatti nei primi sette anni l’influsso più forte deriva ancora da ciò che effettivamente viene fatto, e non semplicemente detto. Con i bambini prima dei sette anni è bene dunque raccontare la fiaba accompagnando la parola con gesti e movenze significative, che si imprimeranno più profondamente e continueranno ad agire nel bambino. 

Il puro valore educativo delle fiabe lo incontriamo nel secondo settennio, quando il bambino diventa avido di immagini e le ricerca in tutto ciò che gli offriamo. Rudolf Steiner consigliò di raccontare al bambino di questa età delle storie appositamente ricercate per descrivere le sue specifiche qualità di carattere, abitudini e difficoltà. Se per esempio abbiamo un bambino egoista, impulsivo o ingordo, gli si può raccontare l’antica favola del cane che attraversa un torrente con un pezzo di carne in bocca: vedendo la carne specchiata nell’acqua, nella sua folle bramosia, cercò di afferrare l’altro pezzo di carne; naturalmente non solo non riesce nell’impresa, ma anche la carne che aveva in bocca gli sfugge e viene portata via dalla corrente. Oppure, nel caso di un bambino che tende a non essere sincero, si può raccontare la storia del bambino bugiardo a cui non vuol più credere nessuno anche quando dice la verità: “Al lupo! Al lupo!“.

A tal fine si possono utilizzare molte antiche fiabe e favole, che sono tanto più efficaci quanto più sono ricche di particolari, e con quanta più partecipazione le si racconta. A un bambino pauroso si possono per esempio raccontare fiabe come quella de I quattro musicanti di Brema, dei fratelli Grimm.
Quando poi, dopo l’età delle fiabe, il bambino è pronto prima per le saghe e le leggende, poi per la storia vera e propria, si aprono splendide possibilità di racconto, come la saga di Sigfrido e Crimilde, Achille e Ettore, la vita di Alessandro Magno, Annibale, per quanto riguarda il lato eroico e delle gesta, oppure la vita di Buddha, Socrate, San Francesco, Santa Elisabetta, per quanto riguarda la ricerca della verità e delle virtù umane: i secoli della storia sono pieni di figure, dalla cui immagine il bambino può trarre forze per rafforzare il bene.

I livelli di complessità delle fiabe

Esistono fiabe con vari livelli di complessità. Al livello più semplice troviamo ad esempio La zuppa dolce, adatta per i bambini di 3 anni, i quali hanno una percezione della vita di eterna abbondanza e amano ascoltare la storia di un pentolone che continua a far trasbordare la zuppa finché la giusta parola magica non verrà pronunciata.

Inoltre, le fiabe generalmente raccontano di un problema che deve essere risolto, come appunto far smettere il pentolone di cucinare, o di una lotta contro il male, che assume varie forme come la Regina di Biancaneve. Anche in questo caso, più è lieve il problema, più la fiaba sarà adeguata ai bambini piccoli; e al contrario, più è grande il male da affrontare, maggiore dovrà essere l’età dei bambini a cui viene raccontata. 

Un altro aspetto delle fiabe è che l’eroe e l’eroina devono affrontare alcune difficoltà, o partire per un viaggio impegnativo, prima di riuscire nella loro missione. Come ne I sette Corvi, in cui la figlia deve intraprendere un lungo viaggio fino al sole, alla luna e alle stelle prima di poter ridonare la forma umana ai suoi fratelli. La complessità di questo racconto lo rende adatto ai bambini tra i 5 e i 6 anni di età. 

Indicazioni per la lettura

  • Se vi rivolgete a bambini con età diverse, non è necessario evitare i racconti per i bambini più grandi. Generalmente anche un gruppo eterogeneo riesce a creare l’equilibrio necessario affinché anche i più piccoli ascoltino la narrazione con interesse. E quando, al contrario, raccontate una fiaba più lieve, dedicata ai bambini più piccoli, raramente i più grandi si annoieranno.

     

  • Quando raccontiamo una fiaba accompagnandola con le immagini, si pongono dei limiti all’immaginazione del bambino. Egli non sarà più libero di immaginare il lupo con il naso blu, o la strega con il cappello rattoppato. Quando scegliamo un albo illustrato è dunque importante guardare con consapevolezza le immagini: i colori, le espressioni, le ambientazioni. Osserviamo ciò che creano in noi e scegliamo quelle meno definite, che lasciano un po’ di spazio alla libera l’immaginazione.
    Il mio consiglio è comunque di leggere prima la fiaba al bambino, e poi mostrargli le immagini. In tal modo la sua fantasia potrà creare delle immagini proprie, che verranno arricchite da ciò che poi vedrà nelle illustrazioni.

     

  • Le storie sono uno strumento molto efficace con cui possiamo aiutare i nostri figli a superare alcuni momenti difficili della loro vita. Se impariamo a conoscerle, se ne comprendiamo a fondo il significato, troveremo sempre la fiaba giusta da leggere al nostro bambino. Per questo non entrerò nel merito della scelta della fiaba settimanale, in quanto sono convinta che solo chi vive il bambino ogni giorno può rendersi conto di cosa abbia bisogno in quel momento per la sua crescita. Mi limiterò a fornire qualche indicazione.

Una fiaba per ogni età

Ora proviamo a suddividere i racconti per età, ma vi prego di considerare tale schema come una mera indicazione. Sarebbe opportuno che ciascun genitore si prendesse il suo tempo per elaborare un giudizio personale, anche in considerazione del proprio bambino.

Nota: I racconti dei fratelli Grimm sono numerati dal 1 al 200. Troverai annotato accanto al titolo il numero corrispondente per aiutarti a localizzare la fiaba nell’edizione completa “Fiabe, Jacob e Wilhelm Grimm, ET Classici“.

Dai 3 anni

I bambini di 3 anni si sentono appagati dalle storie brevi sulla natura, o con una trama semplice come La zuppa dolce. Man mano che si abituano alla narrazione, possiamo introdurre dei racconti sequenziali, come La rapa gigante. La rapa è cresciuta tanto che il nonno non riesce a coglierla da solo, così uno alla volta cercheranno di aiutarlo la nonna, il nipotino, il cane, il gatto e infine il topolino. Tutti insieme riusciranno a cogliere la rapa.
I racconti di questo tipo, che presentano delle ripetizioni, sono perfette per questa età. 

Riccioli d’oro e i tre orsi

◆ Pidocchietto e pulcettina (Grimm, 30)

◆ La pappa dolce (Grimm, 103)

◆ La rapa gigante

◆ La signora Holle (Grimm, 24)

L’omino di pan di zenzero

◆ La vecchia signora e il suo maialino

Dai 4 anni 

A questa età i racconti possono essere un po’ più complessi, però l’atmosfera rimane allegra e senza grosse difficoltà o lotte. 

I tre porcellini

◆ Il lupo e i sette capretti (Grimm, 5)

◆ La rapa (Grimm, 146)

Masha e Orso

◆ Gli gnomi (Grimm, 39 – prima favola)

◆ I cigni selvatici (Andersen, 13)

◆ Il brutto anatroccolo (Andersen, 25)

Dai 5 anni

Le fiabe si arricchiscono di dettagli e le trame sono più complesse. Il personaggio principale ha un compito che riesce a portare a termine senza grandi difficoltà, nonostante gli ostacoli.

◆ La pioggia di stelle (Grimm, 153)

◆ Il principe ranocchio (Grimm, 1)

◆ La signora Holle (Grimm, 24)

◆ Cappucceto Rosso (Grimm, 26 – la prima parte)

◆ I musicanti di Brema (Grimm, 27)

◆ L’oca d’oro (Grimm, 64)

◆ La vera sposa (Grimm, 186)

◆ La casa del bosco (Grimm, 169)

◆ La regina delle api (Grimm, 62)

◆ I sette corvi (Grimm, 25)

◆ Biancaneve e Rosarossa (Grimm, 161)

◆ Rosaspina (Grimm, 50)

◆ L’asinello (Grimm, 144)

◆ Tremotino (Grimm, 55)

◆ Biancaneve (Grimm, 53) 

◆ Hansel e Gretel (Grimm, 15)

◆ Pollicino (Grimm, 37)

Dai 6 anni

Questo gruppo di fiabe è adatto ai bambini di 6 anni che si stanno preparando per iniziare il percorso della Scuola Primaria. Questo è un momento particolare per loro, che perdono i denti da latte e sentono pian piano il distacco dalla prima fase dell’infanzia. Le fiabe, per questa fase di sviluppo, raccontano di personaggi con un’esperienza personale di sofferenza, e per tale motivo sono sconsigliati per i bambini più piccoli.

◆ Jorinda e Joringhello (Grimm, 69)

◆ Fratellino e sorellina (Grimm, 11)

◆ Cenerentola (Grimm, 21)

◆ Raperonzolo (Grimm, 12)

◆ I tre uccellini (Grimm, 96)

◆ La palla di cristallo (Grimm, 197)

◆ I tre fratelli (Grimm, 124)

Le fiabe sono un ottimo nutrimento dell’anima, e continuano a parlare al bambino anche dopo che la narrazione si è conclusa. Se proponete al bambino la stessa fiaba per almeno una settimana, noterete che inizierà a incorporare nei suoi giochi delle piccole “perle” prese dal racconto: questa è la prova che la fiaba sta nutrendo la sua anima!

Buona vita, Noe

Bibliografia: La salute del bambino, W. Goebel e M. Glöckler, Aedel Edizioni Torino – Escoger cuentos de hadas para distintas edades, Joan Almon – La punizione, E.Gabert e G.Kniebe, Edizioni Arcobaleno

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