La famiglia dei Genitori alla Frutta

Una famiglia quasi Waldorf

La nostra storia

Ciao sono Noemi, penna e mamma di Una famiglia quasi Waldorf. Sono qui per raccontarti come tutto ebbe inizio!

“Non è cosa facciamo che ci distingue dagli altri, ma come lo facciamo.”

Un padre e una madre in balia di due piccole pesti

La nostra famiglia nacque come tante altre, cullata dal canto del Mar Mediterraneo, sotto un manto di stelle illuminate dalla tiepida luna estiva. Io e Roberto stavamo progettando il nostro primo viaggio in Indonesia quando alla fine fu Asia a venire da noi, con le sue guance paffute.
Inizialmente ci sentivamo come dei bimbi sperduti, non avevamo idea di come organizzare la nostra vita. Rientravamo in Italia entrambi dopo tanti anni all’estero, non avevamo né una casa, né un lavoro stabile. Io al tempo lavoravo nella Cooperazione Internazionale e Roberto era insegnante di surf e windsurf. Viaggiavamo tanto durante l’anno, e l’idea di dover metter radici e stabilizzarci era ciò che ci faceva più paura. Per qualche mese, dopo la nascita della bambina, ci abbiamo provato, ma non eravamo felici. Così, in una giornata autunnale, prendemmo la decisione che non era necessario assecondare ciò che la società e la famiglia si aspettava da noi. Non era necessario comprare casa, svegliarsi ogni mattina all’alba, infilarsi un abito elegante e andare in ufficio. Potevamo essere diversi. Potevamo continuare a essere noi stessi.

Perché abbiamo optato per l'educazione parentale?

L’educazione parentale è stata la scelta più naturale per noi. In questi anni abbiamo continuato a viaggiare, e nel frattempo ci ha raggiunti il piccolo Leonida. Il nostro nomadismo ha permesso ai bambini di imparare ad adattarsi a ogni situazione, a essere socievoli con tutti i bambini, di qualsiasi nazionalità, e li ha aiutati a sviluppare un linguaggio che travalica la lingua in cui si parla. Hanno imparato la matematica, la storia, la geografia, le scienze, semplicemente viaggiando. E penso che regalare ai bambini queste esperienze li faccia sentire cittadini del mondo, al di là dei confini. “Imagine there’s no countries“ cantava John Lennon. 

Proseguire con questo percorso non ci spaventa, e appena potremo tornare a viaggiare in sicurezza riprenderemo il nostro nomadismo; ma siamo anche consapevoli che presto le esigenze dei bambini cambieranno e dovremmo creare il nostro nido da qualche parte del Mondo. Abbiamo già qualche Paese in mente, con delle belle realtà Waldorf!

Come ci siamo avvicinati all'educazione Waldorf?

Il primo incontro con l’educazione Waldorf avvenne quando Asia era ancora nella pancia. Un meraviglioso pediatra antroposofico ci prese sotto la sua ala e ci accompagnò gradualmente alla scoperta della Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner, sulla quale si basa appunto la Pedagogia Waldorf. Avevamo trovato la nostra via maestra!
Iniziammo a studiare gli scritti di Rudolf Steiner con costanza, ma non fu un percorso facile. La Pedagogia Waldorf è piuttosto complicata da comprendere, ma soprattutto è difficile da mettere in pratica. Si tratta di stravolgere completamente le tue abitudini e scardinare le tue convinzioni educative. È un gran bel lavoro da fare. Tuttavia, più andavamo avanti nello studio e più acquistavamo consapevolezza come genitori e come individui. 

Sono trascorsi alcuni anni da allora, e in certi periodi abbiamo ancora difficoltà a mantenere l’equilibrio familiare, ma in fin dei conti è questo il nostro ruolo: mostrare ai nostri figli come godere del sole e affrontare le tempeste, mantenendo sempre intatta la gioia per la vita.

Consigli di lettura: L’arte dell’educazione Waldorf

Papà che si prepara per fare surf per Genitori alla Frutta
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Donna che fa skate sul lungomare cagliaritano per Genitori alla Frutta
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Una coppia, Noe e Robbè di Genitori alla Frutta

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