mamma che tiene per mano il figlio nella cameretta

Come possiamo accompagnare i bambini in questi momenti di cambiamento sociale?

La bella lavanderina che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.
Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta,
guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu!

Lasciatevi trasportare da questa piccola filastrocca ai ricordi della vostra infanzia, la più felice.
Per aiutare i bambini, la prima cosa da fare è tenere a mente quali sono i loro bisogni in questa fase della vita. Per farlo, possiamo porci la seguente domanda:

Che aspetto ha un bambino sano a questa età?

  • È un bambino che salta, che corre, che si arrampica: ha bisogno di muoversi liberamente.
  • È un bambino che sa giocare con oggetti semplici sviluppando la sua immaginazione: ha bisogno di un ambiente che gli permetta di avere spazio e tempo per giocare liberamente. Più semplice è il giocattolo, più stimolerà la creatività.
  • Un bambino che è curioso e vuole conoscere il mondo: ha bisogno di sperimentare il mondo con i suoi sensi e di relazionarsi con gli altri.
  • È un bambino che ha un buon appetito: ha bisogno di una alimentazione sana.
  • È un bambino che vuole imitare gli adulti che lo circondano: ha bisogno di sperimentare liberamente e di essere coinvolto nelle attività domestiche quotidiane.
  • È un bambino che è affascinato dalle immagini e dalle storie: ha bisogno che gli si raccontino fiabe adatte alla sua età e che gli si raccontino storie di quando eravamo bambini.
  • È un bambino felice: ha bisogno di un ambiente sereno e per raggiungere questo obiettivo, canzoni e filastrocche possono aiutarci.

Un bambino sano non è pallido e non si siede a lungo davanti a compiti che richiedono concentrazione o davanti a schermi (TV, cellulare, tablet).​

Orientarsi nello spazio e nel tempo

Un altro elemento che dobbiamo considerare è lo sviluppo della localizzazione nello spazio, una conquista che i bambini raggiungono a poco a poco: per esempio, orientarsi da soli per andare a casa dei nonni o di altre persone. Per questo motivo devono sviluppare buone capacità motorie e avere la possibilità di muoversi liberamente.

L’orientamento nello spazio e la padronanza dei movimenti del corpo si rifette progressivamente nei disegni liberi: dagli scarabocchi, poco a poco emergono il cerchio, la croce, il quadrato (intorno ai 4 anni), e solo a 5-6 anni sviluppano il triangolo (le montagne, i tetti delle case…). Questa é la progressione che si può osservare in un bambino sano.

Se i bambini colorano le fotocopie, si sentiranno insicuri davanti a un foglio bianco e avranno più difficoltà a sviluppare le proprie linee.

Inoltre, in questa fase, i bambini cominciano ad entrare anche nel ritmo del tempo; poco a poco si orientano tra i giorni della settimana, i mesi, gli anni. Per questo possiamo aiutarli attraverso attività che si ripetono in modo dinamico: ogni giorno, ogni settimana e ogni anno.

I limiti e l'educazione alla libertà

Un ultimo elemento, molto importante: i bambini, in questa fase, vedono gli adulti come modelli perfetti, vedono il mondo come generalmente Buono, non vedono i nostri difetti. Per questo dobbiamo proteggerli dalle notizie catastrofiche che ci circondano e dalle lotte tra adulti.
Questo non significa che i bambini non abbiano bisogno di limiti. Al contrario, con calma e fermezza, noi adulti aiutiamo i bambini a gestire le frustrazioni e ad imparare le regole della convivenza sociale.

Suggeriamo di “non negoziare” gli orari e le decisioni con loro come se fossero adolescenti e/o adulti, poiché non hanno ancora la razionalità necessaria per sapere cosa è meglio per loro. Questo darà loro più sicurezza, fiducia e pace interiore.
Poche parole, più fatti, con dolcezza e fermezza. I bambini cercano inconsciamente negli adulti delle guide che possano dar loro un terreno psicologico così solido, così come la terra offre loro un solido sostegno per camminare e crescere.
Affinché possano avere un’educazione alla libertà, hanno ora bisogno di sentirsi socialmente contenuti e di percepire se stessi sempre più attraverso questi limiti. Questo permetterà loro di percepire anche i limiti degli altri e di sviluppare quel tatto sociale di cui tutti abbiamo bisogno.

Caratteristiche della situazione attuale

Come imparano i bambini durante i primi sette anni?
Il motore dell’apprendimento è l’imitazione: sono come una spugna rispetto al mondo che li circonda: le azioni, le emozioni e i pensieri.

  1. I bambini non possono andare a scuola, quindi sono state sviluppate attività per la casa e programmi virtuali.
  2. I bambini restano a casa molto più a lungo, alcuni non escono.
  3. Le relazioni sociali sono notevolmente diminuite.
  4. I bambini che escono vedono il mondo cambiato: le maschere, la distanza, la paura.
  5. La situazione emotiva nelle famiglie è per lo più di paura e stress, e a volte di confitto.
  6. La situazione economica ne ha risentito in gran parte, e a volte in modo drastico.
 

Ora, come possiamo aiutare i bambini, nella situazione attuale, affnché possano continuare ad essere bambini sani?

Una volta chiariti i bisogni e il motore di apprendimento dei bambini, ognuno sarà in grado di sviluppare strategie diverse. Qui condividerò con voi alcune idee, molte delle quali ho potuto verificare con mia figlia di 5 anni durante la quarantena, che abbiamo passato in un appartamento in città.

  • Diminuzione dello spazio: è stato molto importante fare una casetta fatta di tessuti, uno spazio magico, diverso. Abbiamo anche creato un piccolo rituale: “l’ora del tè” in cui si beveva una tisana all’interno della casetta.
  • Diminuzione del movimento: favorire attività come saltare con la corda, fare filastrocche con gesti e girotondi.
  • Fragilità emotiva: essendo gli adulti i modelli per i bambini, la nostra gestione delle emozioni sarà la chiave per il benessere dei bambini. Sviluppando la calma interiore e la serenità di fronte alle avversità, i bambini imiteranno il nostro atteggiamento. Per superare le paure la prima cosa da fare è conoscerle: di cosa ho paura? Dobbiamo fare un lavoro interiore.

Per questo è molto importante lavorare con i genitori, seguendo la loro situazione affettiva e familiare, per capire la situazione in cui si trovano i bambini.
È importante che i bambini tengano un ritmo. Per esempio, attività settimanali:

  • Preparare il letto, cambiare e piegare il pigiama
  • Fare colazione, aiutando ad apparecchiare e sparecchiare la tavola
  • Girotondo del mattino: filastrocche e canzoni con movimento
  • LUN: pittura
  • MAR: fare il pane
  • MER: disegno libero con colori a cera
  • GIO: cucina
  • VEN: lavori manuali
  • Preparare la merenda 
  • Gioco libero, se possibile nella natura
  • Preparare il pranzo
  • Una fiaba, sempre la stessa per più giorni, potremmo utilizzare anche delle semplici marionette
  • Contatto con la natura, camminare, curare le piante e gli animali
  • Una storia, una preghiera o dei canti prima di andare a letto trasmette calma e sicurezza

Il sabato e la domenica si può suggerire che ci sia anche qualcosa che si ripete. Per esempio, il sabato si può fare una pulizia generale che coinvolge i bambini, la domenica un momento di gioco o di musica in famiglia.

Attraverso il ritmo, come il battito del cuore e del polmone, si genera sicurezza e benessere: è come quando nel mezzo di una tempesta ci sono sempre dei pilastri che ci sostengono. È anche come le onde del mare che ci cullano con il loro ritmo regolare e dinamico. Questo è ciò che i bambini percepiscono. Non è un ritmo meccanico.

Se non si riesce a fare così tanto, sarà importante dedicare almeno un momento ogni giorno per fare qualcosa di attivo con il bambino: il tempo delle storie, il tempo delle canzoni, il tempo per cucinare insieme. Può anche essere avere un nastro di un colore per ogni giorno della settimana (sul vaso di fiori, sulla finestra o sulla porta) e cambiarlo con il bambino.

Anche il canto e le filastrocche sono ingredienti essenziali. Con mia figlia ho potuto constatare che, in particolare, le rime con le mani che battevano, l’hanno aiutata così tanto che le sue guance sono diventate rosee.

La cura della natura

Il legame con la natura è un processo di guarigione ancora più importante in questa situazione. In assenza di relazioni esterne, curare delle piante e seminare, osservare la crescita di una pianta, con l’accompagnamento dello sguardo di un adulto, può riempirvi di gioia. Con mia figlia abbiamo piantato dei semi e lei si è meravigliata davanti ad ogni nuova foglia e fiore.

Il rapporto con la natura si sviluppa anche nella cura degli animali: possono essere animali domestici, oppure possiamo lasciare acqua e semi per i piccoli uccelli sul bordo della finestra.

Stare a casa molto più a lungo può aumentare drasticamente il tempo davanti agli schermi: c’è già molta letteratura che parla dei danni degli schermi nei bambini, soprattutto nei primi 7 anni di vita. Tenendo conto delle condizioni per un’infanzia sana, diventa evidente che stare seduti, fermi, senza stare in attività, non corrisponde a ciò di cui un bambino ha bisogno per crescere bene. Anche a livello emotivo, i contenuti di ciò che si guarda, infuiscono notevolmente sullo sviluppo sano dei bambini.
Per questo è necessario coinvolgere i genitori che, in una situazione di confinamento, sono i principali punti di riferimento: come insegnanti possiamo dare idee di attività, consigli affinché i bambini possano continuare a crescere nel modo migliore, pieni di vita, gioia e buona salute, fisicamente ed emotivamente.

Come genitori e come insegnanti mi auguro che possiate trovare il modo migliore per raggiungere il vero benessere dei bambini sotto la vostra responsabilità e protezione.

Vi saluto con questa canzone (si trova su internet) che si può fare seduti, uno di fronte all’altro e tenendosi per mano, oscillando prima avanti e indietro nella prima parte, e oscillando lateralmente nella seconda parte. Questo stimolerà il senso dell’equilibrio e vi allenerà a navigare attraverso la vita!

C’era una volta una piccolo naviglio,
C’era una volta una piccolo naviglio,
C’era una volta una piccolo naviglio,
che non sapeva, che non sapeva navigar.

Ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
il piccolo naviglio cominciò a navigar.

Lima, 11 luglio 2020

Francesca Cimino: antropologa culturale, insegnante per adulti e bambini in diversi paesi, con formazione ed esperienza in pedagogia Waldorf, insegnante di canto e sensibilizzatrice alle meraviglie della natura.

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